Per quelli che navigare è un lavoro, la curiosità è variabile necessaria per non riscoprirsi ad una versione del web un-numero.un-altro-numero.
Si è soggetti a continui voli pindalici, riflessioni, scoperte, analisi, test, tracking…
Navigando raccoglierà appunti del mio personalissimo percorso iniziato diversi anni fà e che proseguirà per molto ancora!
Anche per questo un secondo approfondimento dedicato, non tanto alle strategie SEO per raggiungere posizionamenti organici di rilievo, quanto all’importanza/necessità di delineare una strategia SEO fin dai primi passi di un progetto web oriented.
Sia che il progetto riguardi un pure player sia che si ipotizzi un portale di contenuti fruibili gratuitamente, un approccio SEO permette di risparmiare tanti soldini (a volte, addirittura, consente di raggiungere una tipologia di target altrimenti impossibile).
Certo, è un’attività che isolata non veicola immediatamente elevate quantità di traffico (molto più immediata e performante una campagna di keywords advertising, ovvio!), ma alla lunga ripaga degli sforzi fatti.
Scalare le SERP può essere semplice (se si è in possesso delle conoscenze di base) ed elaborato al contempo. L’applicazione e la tipologia di portale hanno un ruolo chiave.
Per esempio: un portale di contenuti ad aggiornamento quotidiano può essere molto facilitato (per sua natura), se rispettate le tecniche più o meno universamelmente conosciute del SEO. Attenzione che in questo ambito essere sul pezzo attivamente (il famoso test & tracking) fa la differenza.
Provare - testare - conversare – ascoltare – condividere si traducono in: sapersi muovere!
Mi immagino che proprio per questo non può mancare la partecipazione a forum di settore come il GT, tanto per citarne uno.
Tornando ai contenuti, li ho definiti facili da posizionare perché è vero che sono soggetti alla contemporaneità della notizia, per cui a distanza di tempo potrebbero perdere di interesse (dipende sempre dalla tipologia), ma è altrettanto vero che certi contenuti pubblicati non verranno mai sostituiti bensì integrati da altri. Per cui, con il tempo ogni singolo contenuto contribuisce alla notorietà/stabilità/posizionamento del portale.
Faccio questa precisazione perché questo aspetto distingue i contenuti testuali da uno shopping o portale di annunci in generale.
Uno shopping online cambia quotidianamente la disponibilità dei prodotti, i link ai singoli prodotti (perché la piattaforma potrebbe sostituire percedenti link/id e non bruciarli)…
I professionisti del web in un simile contesto, concentrano l’attenzione sulla creazione di welcome page che aggregano contenuti + prodotti raggrupati per tipologia (che puntano a link fissi
).
Ultimamente però, devo dire che ho visto attività molto interessanti su portali come Monclick.it (tanto per fare un nome, ma anche altri sono sul pezzo). Per una serie di motivazioni è un canale che osservo con molto interesse perché nel panorama italiano degli shopping lato SEO mi sembra sia quello che sperimenta di più. Qualcuno potrà smentirmi.
Anche dal punto di vista dell’usabilità ho visto e vedo un buon livello. Per il momento non mi soffermo su questo, approfondirò in un post interamente dedicato.
Oltre le welcome page, per questa tipologia di prodotti si può facilmente pensare a suggerimenti da proporre in caso di indisponibilità. Questo però senza far scomparire la vecchia pagina che intanto ha raggiunto qualche posizionamento, ma comunicando che “il prodotto che cercavi non è disponibile, ecco una selezione di prodotti simili“.
Insomma, l’obiettivo dovrebbe essere segnalare un percorso alternativo per non dispedere gli sforzi fatti e rendere ugualmente rintracciabile quella tipologia di prodotto.
Posizionamento nella pagina dei risultati di ricerca, titolo e descrizione presentati, deep link del risultato, utilizzo della sitemap di google, sitelink…
Queste sono tutte variabili da gestire per raggiungere l’obiettivo. Il come farlo non si può certo raccontare in un post, si impara in anni di attività (e soprattutto non mi arrogo la presunzione di poter essere esaustiva).

Delineata la strategia SEO più consona alla propria attività e progettata una piattaforma quanto più search engine friendly che tenga conto anche dei ragionamenti fin qui fatti, certe ottimizzazioni torneranno utili anche per migliorare la fruibilità ai visitatori provenienti da altri fonti di traffico (comparatori di prezzo, circuito di affiliazione, metamotori ed altre attività di partnership simili).
Da non sottovalutare l’utilizzo dei metamotori (penso ad esempio a trovit.it, anche se è una forzatura) che sfruttando logiche analoghe a quelle dei comparatori, veicolano traffico gratuitamente e generalmente piuttosto profilato e performante.
Alcuni tools SEO utili:
- Link popularity check | Search engine Saturation | Kwyword verification
- Free Search Engine Optimization Tools
- Per valutare la link popularity ed il ranking
- Top 10 SEO tools
- Keyword Density
- SEO Tools – Keyword Density
- SEO Book Keyword Suggestion Tool Features
- Keyword Suggestion Tool
- Internet Keyword Research and Management
- Webmaster toolkit
- Seomoz.org
Se dovessi aver dimenticato qualcosa, sarà sufficiente segnalarlo
.
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