imageIn questi giorni Google continua ad essere nell’occhio del ciclone.

Lo spegnimento forzato di Google.cn ed il reindirizzamento del traffico su Google.com.hk (lo switch off c’è stato ieri 22/marzo 2010).

Oggi viene resa pubblica la decisione della Corte Europea rispetto alla legittimità da parte di un inserzionista di poter acquistare come parola chiave il marchio concorrente.

In poche parole:

Google non ha compiuto una violazione nel consentire agli inserzionisti l’acquisto di parole chiave corrispondenti ai marchi di impresa dei loro concorrenti.

Quindi, Google AdWords in quanto intermediario non ha alcuna responsabilità, che di contro ricadrebbe interamente sull’inserzionista che fonda il suo business su queste tattiche pubblicitarie.

Fatti a parte, capisco la posizione di BigG che evidentemente trae i suoi benefici se aumentano i partecipanti all’asta per determinate parole chiave (che per taluni marchi possono essere costose). Quello che non capisco è la scelta pubblicitaria di certi inserzionisti.

Mi spiego meglio: se il mio eshop vende il telefonino *PIPPO* ritengo legittimo che acquisti la keyword *PIPPO* perché non fa concorrenza all’ azienda titolare del marchio (e tanto meno mette in essere attività fraudolenti se il telefonino che vende è originale); unico effetto collaterale potrebbe essere l’aumento di competitività di queste keywords ed in conseguente l’aumento dei bid.
Di contro, se il mio eshop vende il telefonino *TOPOLINO* ed approfitta della notorietà del marchio *PIPPO* acquistando questa parola chiave, oltre a non condividere la tattica dal punto di vista etico non sono poi convinta che possa registrare dei buoni KPI. Non dimentichiamo che il web è un media meritocratico è che bastano pochi click per entrare ed uscire da un negozio.

Infine, evidenzierei che per alcuni brand non è definibile il confine tra prodotto e marca per cui diventa veramente difficile mettere in atto un meccanismo di controllo per l’utilizzo delle marche (mi viene in mente Coca Cola, ‘iPhone che non solo una marca).

In ogni caso: presidiare, presidiare e presidiare il motore soprattutto se i competitors acquistano la kw della mia marca (quando tutto manca chiederemo un’estensione della legge di tutela dei marchi rivendicando il trademark).

Ho tralasciato qualche dettaglio?






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