Da qualche anno mi ritrovo a dover gestire sempre la stessa criticità: veicolare traffico verso portali con un catalogo “prodotti”.
Sia che si parli di annunci classificati che di portali di e-commerce (entrambi con un catalogo ben corposo) la sostanza non cambia.
Un mix perfetto per raggiungere visibilità sul web dovrebbe prevedere l’acquisizione di traffico a pagamento ed il raggiungimento di un buon posizionamento tra i risultati di ricerca. Senza dimenticare, una link popularity costruita nel tempo e con le dovute conoscenze.
Secondo l’Eurisko la risposta del consumatore italiano al periodo di crisi che stiamo attraversando è: più tempo d’avanti alla tv e al cinema (a dir la verità non stento a crederci
per ovvi motivi).
Dai dati diffusi sembrerebbe proprio che: un aumento sostanziale dei tempi di ascolto della televisione sono stati registrati nel periodo novembre – dicembre 2008 (+27,6%).
“la crisi incide pesantemente non solo sugli atteggiamenti e comportamenti di scelta dei prodotti materiali e anche di quelli immateriali. Il pubblico, per una serie di concause, ha più schermi accesi e segue di più determinati generi”
fonte: Eurisko
Andamento differente, ma non drammatico, per internet.
Come segnalato nei giorni passati da Interactive Advertising Bureau Italia, non c’è da allarmarsi perché l’advertising online negli ultimi anni è cresciuto più che sugli altri media. Internet non è estraneo a questa crisi ma le previsioni sono buone:
Secondo Mark Mahaney, analista internet di Citibank, la spesa pubblicitaria online crescerà del 4,3% nel 2009, la display advertising si manterrà su livelli di crescita bassi, passando da 8,1 miliardi di dollari nel 2008 a 8,27 miliardi di dollari nel 2009. La buona notizia è che Mahaney attende un +20% nel 2010, grazie allo spostamento dei budget dai media tradizionali alla rete. Nel complesso, il totale degli investimenti pubblicitari nel 2009 diminuirà del 7%.
fonte: IAB
Mi è capitato anche recentemente di cadere dal pero quando il commerciale di turno mi ha chiesto “a quale formato corrisponde il [nomencalatura per nulla standardizzata che dovrebbe identificare un formato di banner]?”.
Ora, non so se è un fenomeno diffuso coniare nomenclature originali (oserei dire quasi creative) per identificare formati che lo IAB ha già ufficialmente definito, ma io ogni volta non riesco a tacere. Sono anche certa che in un primo momento il mio spiazzamento viene interpretato come “scarsa preparazione”, ma questo mi interessa veramente il giusto!

















