Advertising


Devo ammettere che fare il cliente, essere trattati da cliente e ragionare da cliente quando si vive una buona esperienza è una gradevole illusione!

sonoappenatornato

Credo che questo concetto cliente-centrico raggiunga la sua massima espressione in contesti come la crociera.
In questo “paese” itinerante tutto il personale lavora intorno ai crocieristi (un po’ come facciamo noi specialisti del web per i nostri utenti).
C’è chi ti organizza le ore da trascorrere a bordo, chi le escursioni, chi i pasti, chi ti scopre il letto mentre sei a cena… e tutto il percorso è accessibile ed usabile affinché il cliente raggiunga il suo punto di conversione, un’esperienza positiva.


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Ieri leggendo queste riflessioni su quanto possa essere conveniente fare CPC su parole chiari ottimamente posizionate mi è tornato in mente uno studio condotto da Equiro Research e commissionato da Google che mi è stato inoltrato qualche mese fà.

Ovviamente, i dati che riporterò di seguito sono da prendere con le pinze perché vanno esattamente nella direzione del business di big G (guarda caso), ma riporto ugualmente le slide per completezza di informazione.


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83677481Secondo l’Eurisko la risposta del consumatore italiano al periodo di crisi che stiamo attraversando è: più tempo d’avanti alla tv e al cinema (a dir la verità non stento a crederci ;-) per ovvi motivi).

Dai dati diffusi sembrerebbe proprio che: un aumento sostanziale dei tempi di ascolto della televisione sono stati registrati nel periodo novembre – dicembre 2008 (+27,6%).

“la crisi incide pesantemente non solo sugli atteggiamenti e comportamenti di scelta dei prodotti materiali e anche di quelli immateriali. Il pubblico, per una serie di concause, ha più schermi accesi e segue di più determinati generi”

fonte: Eurisko

Andamento differente, ma non drammatico, per internet.

Come segnalato nei giorni passati da Interactive Advertising Bureau Italia, non c’è da allarmarsi perché l’advertising online negli ultimi anni è cresciuto più che sugli altri media. Internet non è estraneo a questa crisi ma le previsioni sono buone:

Secondo Mark Mahaney, analista internet di Citibank, la spesa pubblicitaria online crescerà del 4,3% nel 2009, la display advertising si manterrà su livelli di crescita bassi, passando da 8,1 miliardi di dollari nel 2008 a 8,27 miliardi di dollari nel 2009. La buona notizia è che Mahaney attende un +20% nel 2010, grazie allo spostamento dei budget dai media tradizionali alla rete. Nel complesso, il totale degli investimenti pubblicitari nel 2009 diminuirà del 7%.

fonte: IAB






Il web 2.0 ha bisogno di nuovi formati per l'advertisingMi è capitato anche recentemente di cadere dal pero quando il commerciale di turno mi ha chiesto “a quale formato corrisponde il [nomencalatura per nulla standardizzata che dovrebbe identificare un formato di banner]?”.
Ora, non so se è un fenomeno diffuso coniare nomenclature originali (oserei dire quasi creative) per identificare formati che lo IAB ha già ufficialmente definito, ma io ogni volta non riesco a tacere. Sono anche certa che in un primo momento il mio spiazzamento viene interpretato come “scarsa preparazione”, ma questo mi interessa veramente il giusto!


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